La Giulietta compie 60 anni, vista ed “usata” da un appassionato

Un punto di vista particolare, proponiamo oggi, con il contributo di un sempre più ADRENALITICO nostro affezionato cultore di AUTO D’EPOCA.

La Alfa Romeo Giulietta già dal suo lancio ottenenne un clamoroso successo, la versione Sprint, solo in fiera, spuntò 700 ordini che da un lato fece felice l’Alfa Romeo ma dall’altro lato la metteva in difficoltà produttive.

giulietta sprint 2

Era dagli inizi degli anni ’50 che si parlava di una macchina sportiva dell’Alfa dal motore “piccolo” e sulla nascita della Sprint ci sono due versioni diverse. La prima vuole collegarla alla visione sportiva che la casa si era conquistata sui campi di gara per cui presentò prima la versione Sprint e poi la berlina ( comunque in ritardo di preparazione) mentre la seconda si rifà ad un concorso dell’IRI , in particolare di Finmeccanica, che metteva in palio un’Alfa Romeo ( anch’essa dell’IRI) tra i compratori di obbligazioni Finmenccanica rivolte ai piccoli investitori.

giulietta sprint 3

Fatto è che prevedendo pochi numeri della versione Sprint la commessa fu data alla Bertone, coadiuvata dalla Ghia quando si vide che i numeri degli ordini divennero notevoli.

giulietta sprint

La Giulietta Sprint fu presentata con un motore di 1290 cc di cilindrata con 90 Cv e doppio albero a camme in testa che rendeva la piccola coupè una granturismo dalle prestazioni notevoli, grazie al rapporto peso/potenza.

La meccanica della Sprint presentava assolute novità: basamento del motore in lega di alluminio, canne in ghisa smontabili e differenziale anch’esso in alluminio.

La velocità massima era di 165 km/h e nella versione “Veloce” alleggerita raggiungeva i 180 Km/h, rimase in produzione fino al 1966 con le ultime Giulietta Sprint.

Ed ora veniamo al mio esemplare. E’ una terza serie degli anni 60 ed è stata restaurata molto bene dal precedente proprietario nel 1984.

Nonostante la mia altezza di quasi due metri l’abitabilità è buona anche per i sedili un po’ “avallati” e nelle numerose manifestazioni di regolarità a cui partecipiamo ci ha dato molte soddisfazioni.

Il motore gira che è un piacere, tende a scaldare nel traffico odierno e per questo, controvoglia, ho dovuto montare una ventola elettrica tra la mascherina ed il radiatore, per fortuna completamente nascosta.

La tenuta di strada è ottima ed unico neo sono i freni che per l’epoca erano buoni ma rispetto a quelli attuali costringono a guidare molto ben distanti dalle vetture che precedono!!!

In conclusione un gioiellino che viene sempre più ammirato ed apprezzato durante le manifestazioni anche perché il colore rosso è quello che più le dona.

Francesco Meneghetti Ciliberti

ADRENALINE24H

 

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