Piero Frescobaldi, Rallye di Montecarlo 1964 in ……HF

l’amico Fulvio Negrini, ci delizia con una intervista…impossibile..1964, Lancia Flavia HF……..siamo a Montecarlo…….

“IL MIO MONTECARLO”

Piero Frescobaldi era chiamato il “marchese in doppiopetto” perché oltre al titolo nobiliare, correva sempre in giacca e cravatta. Per il Rallye di Montecarlo del 1964 aveva fatto uno strappo alla regola presentandosi con una camicia scozzese ed un maglione sotto ad un cappotto con il collo di pelliccia che gli permetteva di “viaggiare” anche con il finestrino abbassato. Ventinovenne, famoso produttore di un vino Chianti, a quel Montecarlo corse in coppia con l’amico e “collega” Romolo Rossi sulla Flavia Coupè HF preparata da Bosato.
Chiudiamo gli occhi e diamo spazio alla macchina del tempo…………

Montecarlo, Principato di Monaco, febbraio 1964……..….

L’aria sul lungomare sa di primavera ed anche il sole è caldo. Il Piero, “appoggiato” alla portiera della sua Flavia è disteso e tranquillo. Sorride guardandoci dritto negli occhi. Il suo parlare tradisce subito la toscanità della lingua di Dante. Si tocca nella tasca della giacca come se cercasse qualche cosa e poi racconta…….

Piero Frescobaldi al Rallye di Montecarlo del 1964

Il “Monte” è decisamente massacrante, lungo, impossibile. Noi siamo partiti da Parigi alle due di notte dirigendoci verso il Belgio infino a Liegi pe’ passa’ poi in Olanda infino ad Arnhem su’ i’ Reno. Da qui s’è passati alla costa de’ Mare de’ Nord pe’ ritornare di novo in Belgio. Attraverso le Fiandre si va’ sulla Manica, poi la Normandia e la Bretagna indove si “gira” verso sud attraverso Angers, Angouleme, Riom, Bourg pe’ congiungisi co’ gli equipaggi partiti da Oslo, Varsavia, Glasgow. Lisbona ed Atene. Poi tutti insieme via lungo il centro della Francia fino all’agognaha meta de’ Principato. Quarant’ore di marcia, senza sosta, co’ la voglia sempre maggiore di fermassi, di buttassi in un letto de’ primo albergo che si vedea, e se ne vedean tanti in que’ lungo prregrinare. Ma all’arrivo a Monteharlo tutto l’è svanito, dissolto nell’entusiasmo di essere arrivahi fin li. A bordo durante la gara nulla di eccezionale; un termos co’ i’ brodo cardo, un altro co’ camomilla, molta frutta, qualche pasticca di vitamina C e un po’ di glucosio. Ai posti di controllo lungo la tappa però nessuno ci levaha un be’ filetto a’ ferri e l’insalata. Frutta ed acqua minerale completahano questi pasti ai controlli orari. Solo alla sosta di Reims ci siamo concessi una coppa di Dom Perignon, l’era sosta più lunga……
Proprio in que’ posti il problema più grosso. S’é rotto il riscaldamento, gl’entrava solo freddo dalle bocchette. Vetri appannati e un si vedea nulla co’ que’ bischero de’ cambio che l’era diventaho duro pe’ i’ gelo. Ma dai e ridai a Monteharlo ci siamo arrivahi. Mancaha solo l’ultima prova, quella di velocità in circuito. Una scrollaha alla fatica e poi tutto l’è finiho. Un letto, quello tanto agognaho dopo quasi 5.000 km. Ora un s’aspetta più! La sera esce la classifica. “Maremma maiala” siamo i primi degli italiani, tredicesimi assoluti, ma pensa un po’….. Davanti a noi solo i professionisti con macchine incredibili come la Ford Falcon, le Mini Cooper, Saab e Volvo. Bone anche la Citroen DS e la Mecedes 300 SE. Noi li’ s’é visto” quando eravamo forti. Incredibile ma incredibile la nostra Flavia. Ci vien da pensare e credo di non sbagliare che s’è fatto un impresa perché compiuta in condizioni normali.”

Arriva anche Romolo Rossi, il suo compagno. Ci guarda un poco perplesso, poi dice in toscano stretto:

“Dai che ci s’ha ancora un pò di chilometri per tornare a casa. L’è l’ora. Ciao”

Salgono sulla Flavia Coupè HF. Mettono in moto e il rumore della classe Lancia si spande per la “promenade” come la chiamano qui. Ciao Piero la tua strada riprende…….si fermerà definitivamente qualche mese dopo sul circuito di Spa durante la 24 Ore per vetture turismo quando, al primo giro, due Flavia si toccano e Piero Frescobaldi, il “marchese in doppiopetto” ci lascerà per sempre.
“C’est la vie” dicono qui a Montecarlo…..

Testi e foto di Fulvio Negrini

(liberamente tratto da un’intervista dell’epoca di Pino Abate – Quattroruote – Marzo 1964)

ADRENALINE24H

6 Responses
  1. Braghieri Gianfelice

    Interessante ed istruttivo questo articolo che riporta le impressioni di un protagonista di quegli anni con le nostre vetture. Credo che Frescobaldi metta in rilievo il fatto che la Flavia, seppur preparata per le corse rimaneva una vettura da Turismo e non una macchina “incredibile” come quelle degli avversari.
    Grazie per aver estrapolato questo “pezzo” ed averlo riproposto. L’avevo quasi dimenticato.

  2. Lamberto

    Piero era mio zio, è mancato troppo presto per avere un ricordo di lui. Questo articolo mi ha fatto vivere storie di famiglia belle e tristi. Grazie anche per la foto che non avevo mai visto.

  3. Quando l’Italia scriveva la storia! Lancia è il costruttore di maggior successo nella storia del campionato del mondo rally. La casa torinese detiene numerosi record in questa disciplina, come il maggior numero di titoli mondiali conquistati, e per lungo tempo ha mantenuto il primato nel numero di rally vinti, nonostante il lungo ritiro. Lancia : allora la migliore , anche nelle sport ed in formula, ma sfortunata !! Senza il dramma in F1 del 1955 con l’uscita di pista , e conseguente caduta in mare di Alberto Ascari al Gran Premio di Montecarlo quando era in testa con la D50, e la settimana dopo la sua morte a Monza,oggi sarebbe ancora ai vertici della tecnica motoristica della F1 , della linea e dello stile sempre d’avanguardia !! Che Peccato!!

  4. Carissimi, questa intervista mi sembra davvero impossibile. Piero Frescobaldi, come gli altri componenti della famiglia, non ha mai avuto un accento fiorentino così marcato e sguaiato, così come non mi pare possibile (per averlo ben conosciuto) che si potesse esprimere con termini come “maramma maiala” o variazioni sul tema. Cercherò di inviare copia di un articolo dell’epoca che confermava come l’incidente di Frescobaldi fosse avvenuto senza alcuno scontro con altre auto ma per il probabile attraversamento di un animale.
    Foto bellissime.
    Cordialmente
    Andrea Zavagli

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