Paolo Mazzotto, Lancista, Adrenalitico……Gentleman Driver

Ricordo ancora il nostro primo incontro, siamo in Umbria, terminano le p.s., sosta per lo spuntino,

io eterno Lancista, parcheggio con la  “SOLITA” cura la mia amata Aprilia, esco, si scambiano le impressioni sui soliti errori su i tubi, sento un rombo, mi giro, vedo un “cosa rossa” ….una Aurelia B20 ..corsa!!!!!

Mi precipito, non facendo trapelare l’emozione, bellissima, fantastica, coinvolgente, ADRENALITICA…..poi scende il driver..Paolo Mazzotto.

Ci capiamo con lo sguardo, ci presentiamo, lui mi spiega la sua amata AUTO STORICA, mi fa entrare nell’abitacolo che trasuda storia, avventura, velocità, chissà se potesse parlare quel volante…….

Qui nasce la nostra conoscenza e con piacere Paolo da oggi è il nostro primo profilo di GENTLEMAN DRIVER.

Classe ’36, romano, l’auto sempre nel cuore, a cominciare  dall’ amata Fiat 600, preparata da Morettini a Roma,

si passa a varie Fulvia HF grazie all’amicizia che lo lega al “mago” Bosato, poi una Flaminia Touring, poi tante macchine, dice lui, non “auto”!!!!

Un giorno, in seguito alla prematura perdita dell’adorata moglie, Paolo vende tutte le auto, ricordi di vita insieme, che non lo rendono sereno.

Poi una sera, nel 2010, Paolo a cena con amici a Torino, con lui c’è Mariella Zanon, gli dice dell’Aurelia…..dopo pochi giorni è sua!!!!!!

L’auto fu ordinata già in allestimento corsa, in quanto i piloti ufficiali non volevano che altri avessero auto della casa, allora i privati ordinavano una “tipo corsa”, la Lancia dava istruzioni a Pininfarina affinchè preparasse il “body” competizione, il motore parallelamente andava da Nardi che lo avrebbe preparato con le medesime caratteristiche delle ufficiali.

L’acquirente fu nel 1953 un pilota di Lecco, Antonello Provasi, che si classificò primo a Monza il 7 maggio del 1954, lo stesso anno venne acquistata da Piccolo di Messina che partecipò 10 volte alla “10 ore notturne di Messina”, continuando negli anni a gareggiare in Sicilia.

Un aneddoto: i Piccolo di Messina erano fratellastri di Letterio Piccolo Cucinotta che nel 1931, fù il primo Italiano che con una Maserati andò a correre ad Indianapolis classificandosi 12° e continuando a gareggiare nel dopoguerra.

Nel 1983 fu acquista da Guido Rosani

La seconda giovinezza la ottenne con Vittorio Zanon di Valgiurata che prima la restaurò, per poi utilizzarla in varie gare tra cui il Tour de France del 1995, dove si classificò al secondo posto, poi l’Aurelia approdò dal nostro Paolo, che ancora oggi la conserva con la cura, amore e passione che un’AUTO STORICA di questo lignaggio merita.

Come ogni anno il nostro Adrenaline24h Paolo Mazzotto, scende in campo con la sua belva, per un 2015 dal denso programma, che lo vedrà partecipare alla Firenze Fiesole, Coppa Toscana, la Montepellegrino, Vernasca Silver Flag e per il Mugello Classico.

Non si capisce bene se è più d’epoca l’Aurelia o…..Paolo, certo è che entrambi sono di fatto, giovanissimi ed in estrema forma, il merito sarà lo spirito…….ADRENALINE24H?????

Grazie a Paolo e complimenti, avanti così.

A presto

 

2 Responses
  1. Michele perla

    Avendo il grande onore e privilegio di essere suo amico, vorrei aggiungere che prima di tutto questo, Paolo è un vero Signore d’altri tempi, un Gentiluomo con un enorme cuore.
    L’unica cosa che gli rimprovero che è un Lancista!
    Michele Perla
    ALFISTA

  2. I primi amori : Da tempo papà ne parlava con ammirazione , da quando la vide la prima volta alla Prealpina dei Fratelli Legrenzi a Milano, per la linea slanciata, lo stile, le finiture , il carattere femminile discreto da gran signora, in contrasto con quello più maschio ma spigoloso dell’Alfa Romeo.
    Nella Primavera del 1959 il gran passo, con la visita alla Lancia di Genova per la sospirata decisione. All’entrata la vidi anch’io, in piena luce , in posizione centrale da prima donna : il puro stile italiano, la linea rastremata e seducente, gli interni lussuosi con selleria in panno di lana ed il cambio al volante, tutto luccicante. Visione mozzafiato, senza parole, fu amore a prima vista.
    Il Direttore Dr. Ghiara, raccontò la storia dell’Aurelia B20 GT : creata da Vittorio Jano, in base alle esperienze con l’Alfa 8c2900B Touring , il motore anteriore a 6 cilindri a V di 60 gradi, ideato da Francesco De Virgilio fu brevettato dalla Lancia, inizialmente di 2.0 litri di cilindrata, aumentata poi a 2,5 litri, nel 1953.
    Le sospensioni anteriori a ruote indipendenti e posteriori inizialmente anch’esse indipendenti , con grandi molloni, in seguito sostituite con il ponte De Dion, completato da balestre semiellittiche, ad iniziare dalla IV serie, c.d. “la balestrata”. Il gruppo frizione, cambio e differenziale disposto al retrotreno e i freni posteriori entrobordo per un migliore equilibrio dei pesi. Il cambio a 4 marce con comando al volante oppure al pavimento nelle versioni speciali e elaborazione Nardi. (Ndr. Dati tecnici da Quattroruote, Ed.Domus)
    Affascinato dal nostro entusiasmo, il Dr. Ghiara acconsentì a una prova su strada, che , seppur breve, confermò in toto le tanto decantate doti dell’Aurelia. La elevata qualità delle finiture, il suono dal timbro brillante e acuto del 6 cilindri, il fascino del volante in radica, che appena sfiorato nel disegnare le curve faceva sognare ad occhi aperti. Il tutto racchiuso in quel corpo filante e attraente sapientemente scolpito da Pinin, il maestro degli stabilimenti Farina di Torino, ribattezzati poi Pininfarina, che le donava l’aspetto da vera GT – abbreviazione di “gran turismo” – la gran dama ammirata da tutti.
    Ma il prezzo ?? Ecco le dolenti note: Lit. 2.862.000 + messa in strada, comunque eccessivo. Fummo costretti pertanto a dirottare sulla berlina di classe inferiore, l’Appia III serie appena uscita al Salone di Ginevra. E il prezzo ?? Lit. 1.215.000 + spese, alla nostra portata, anche se superiore di quello della Fiat 1100/103.
    L’Aurelia B20 Gt restò il sogno mai realizzato, l’amore impossibile.

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